Secondo un sondaggio effettuato dall’istituto Piepoli per conto della Ferpi, (Federazione italiana delle relazioni pubbliche), la televisione rimane il canale informativo preferito dagli italiani interessati alle vicende della politica. Contrariamente a quanto accade negli Usa, dove la campagna elettorale per la corsa alla Casa Bianca è caratterizzata da un massiccio e frequente ricorso alla rete Internet, in Italia il 54% della popolazione non avrebbe infatti gradito l’utilizzo dello strumento da parte dei candidati nazionali. La televisione continua a fare la parte del leone come veicolo del messaggio politico. A sceglierla come fonte principale di informazione in occasione delle ultime elezioni è stato infatti il 90% degli italiani.
Una percentuale leggermente minore degli intervistati, il 76%, pensa che il piccolo schermo sia il mezzo più utile per comprendere i messaggi elettorali e il più determinante per assumere una decisione. Decisamente inferiore, invece, la funzione di “opinion maker” attribuita alla carta stampata, che raccoglie appena il 36% di preferenze e il 16% di soddisfazione. Fanalino di coda per la radio e per gli strumenti classici della propaganda elettorale come volantini e affissioni stradali che si attestano su percentuali tra l’1% e il 2% per l’efficacia con la quale veicolano i messaggi.
La scarsa fiducia che è ancora riposta nella Rete è confermata anche dalla valutazione sul peso nell’orientamento: solo il 2% degli italiani ritiene Internet determinante per orientarsi nel dibattito politico ed efficace per comprendere i messaggi elettorali. Complice potrebbe essere lo scarso ricorso a strumenti interattivi che caratterizza la comunicazione politica del nostro Paese, ma rimane il fatto che non siamo pronti a seguire una campagna su You Tube. C’è però un dato positivo: nonostante la maggioranza si dichiari poco propensa all’utilizzo della Rete per le campagne elettorali, una buona quota dei cittadini, il 38%, l’avrebbe apprezzato abbastanza, o addirittura molto.
Infine, nonostante i diversi pesi e le preferenze, il 55% degli intervistati pensa che nel complesso tutti i media siano stati corretti e imparziali nel porgere i vari messaggi politici.
Presentazione del sondaggio dell’Istituto Piepoli per Ferpi

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