Cresce il peso dei blog politici e possono anche essere redditizi

 

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Non sono solo la pornografia, i pettegolezzi sui personaggi dello spettacolo o le ultime novità high-tech gli argomenti che rendono popolari e redditizi i blog. Questo è quanto emerge dalla ricerca di 24/7 Wall Street (a sua volta un blog) che ha calcolato il valore in termini di fatturato pubblicitario, costi di gestione e tasso di crescita dei diari online più visitati e che non sono legati a gruppi di media.

Tra i primi dieci al mondo vi è Wonkette un blog che si occupa della politica USA e fa parte del gruppo Gawker gestito da Nick Denton, ex giornalista del Financial Times. Il suo gruppo dichiara 30 milioni di visitatori unici al mese e un traffico raddoppiato nell’ultimo anno. Sulla base degli introiti pubblicitari di una pagina (20 dollari per mille click), il valore stimato di Gawker properties arriva a 150 milioni di dollari, vale a dire 96 milioni di euro.

Ma Wonkette non è l’unico. Vi è anche The Huffington Post, l’aggregatore di blog, prevalentemente politici e di sinistra, che ha pubblicato lo scoop sul discorso snob di Barack Obama a San Francisco (quello su religione e armi come «rifugio» della gente «incattivita» dalle condizioni economiche negative). Grazie all’attenzione del pubblico sulla campagna elettorale per la Casa Bianca e, in particolare, alla lotta fra i due candidati dei Democratici, il suo pubblico è cresciuto a 3,7 milioni di visitatori unici in febbraio, per la prima volta più del rivale conservatore Drudge Report. L’ha fondato tre anni fa Arianna Huffington, 57 anni, commentatrice passata dall’area conservatrice a quella liberal, che ora vuol farne un vero giornale su Internet. L’anno scorso ha raccolto 5 milioni di dollari da investitori, il che porta a stimare la sua impresa attorno ai 100 milioni di dollari (dunque, sui 45 milioni di euro); ma secondo 24/7 Wall Street vale di meno, attorno ai 70 milioni di dollari, perché dal 2009 calerà l’interesse per la politica, mentre resteranno alti i costi del blog.

Ma anche a casa nostra gli esempi non mancano. Complici i dati fiscali pubblicati di recente su internet dall’Agenzia delle entrate, si è scoperto che Beppe Grillo attraverso il suo gettonatissimo blog ha incrementato di molto i suoi guadagni. Nel 2000 la sua dichiarazione dei redditi era stata di circa 2,731 milioni di euro e negli anni successivi si era praticamente assestata su quella cifra. Poi il 26 gennaio 2005 viene lanciato il blog beppegrillo.it e i guadagni del comico genovese lievitano a 4.272.591 euro nel 2006.

M. C.

1 Risposta a “Cresce il peso dei blog politici e possono anche essere redditizi”


  1. 1 Fac Maggio 6, 2008 alle 11:17 pm

    solo gli “sciocchini” pensano che il signor Grillo non tiri acqua al suo mulino

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