Archivia per Maggio 2008

“Ignazio Jouer”, il nuovo tormentone di Viva Radio 2

Le note sono quelle di “Gioca Jouer”, il tormentone dell’81 lanciato da Claudio Cecchetto. Le parole sono un parto della geniale fantasia della coppia radiofonica Fiorello-Baldini (Viva Radio 2). La voce è quella del neo ministro della DifesaIgnazio La Russa. Il risultato è divertentissimo ed è già diventato un vero e proprio cult sul web.

Le particolari “mosse” inventate da Cecchetto per accompagnare la canzone con dei movimenti - dormire / salutare / autostop / starnuto/ camminare… - diventano, scandite dalla voce dell’esponente di An, - bombardare / cingolato / autoblindo / napalm / marciare. Fantastici e spassosissimi anche gli intermezzi e la conclusione della canzone.

La versione originale di «Gioca Jouer» di Claudio Cecchetto:
One, two, three, four, five, six, seven, eight!
Dormire / salutare/ autostop/ starnuto/ camminare/ nuotare/ sciare/ spray/ macho/ clacson/ campana/ ok/ baciare/ capelli/ saluti/ saluti/ Superman!
One/ two/ three/ four/ five/ six/ seven/ eight!
Ok/ ragazzi/ ora più veloce/ perché i comandi cambiano ogni due battute/ se riuscirete a farlo/ d’ora in poi potrete giocare anche solo con la musica/ perché sarete dei veri campioni di “Gioca Jouer!”
Dormire/ salutare/ autostop/ starnuto/ camminare/ nuotare/ sciare/ spray/ macho/clacson/ campana/ ok/ baciare/ capelli/ saluti/ Superman! All right!
La versione “reinterpretata” da La Russa, «Ignazio Jouer» di Fiorello e Marco Baldini:
Uno/ due/ tre/ quattro/ cinque/ sei/ sette/ otto! Digiamolo! Eeeeeh
Bombardare / Cingolato / Autoblindo / Napalm / Marciare / Anfibio / Mitragliatore / Torpediniere / Macho / Peli nel petto / Ascella sudata / Acquaragia / Mutande Ragno / Alabarda / Mennen/ Superignazio!
Ok ragazzi ora cerchiamo di farlo più da uomo / Ricordatevi di mettervi sempre le Mutande Ragno / Cotone fuori Lana di vetro sulla pelle! / E gli anfibi vanno messi senza calze a callo vivo!! In marcia!! Ignazio Jouer!
Paracarro / Filo Spinato/ Mitragliatore / Olio di Ricino / Benzina Agricola /Manganello / Mototrebbia / Pigiama Mimetico / Macho / Cotenna di maiale / Sugna sui capelli / Giugulare / Pennello Cinghiale / Piramidone / Prestigiacomo / Digiamolo / (Anzi) Digetevelo / Superignazio!
Ok ragazzi, ora ancora più da uomo!! / i peli del petto si strappano ogni due battute / Se riuscirete a farlo, d’ora in poi / sarete dei veri uomini proprio come me / e sarete dei veri seguaci di / Ignazio Jouer!! / Digiamolo (Anzi) Digetevelo! / Ignazio Jouer! / Sono Ignazio / Ho fame di Comunisti / Fassino dove sei che ti mangio come un grissino / Bertinotti dove sei? / E dov’è l’unico comunista con un nome da uomo: Veltroni!’”.

Visto il successo che negli anni 80 ha avuto, la canzone di Cecchetto è stata negli anni tradotta in diverse lingue, tra cui anche il cinese. Nel sito ufficiale del «Gioca Jouer» è possibile ascoltarne una versione in spagnolo accompagnata da una grafica che mostra quali sono le giuste mosse da compiere durante l’esecuzione.

Qui sotto la versione originale.

e qui sotto il new video “globale” di “Gioca Jouer”

M. C.

L’operazione trasparenza di Renato Brunetta

Renato BrunettaDa alcuni giorni, grazie al supporto tecnico che offre internet, ha preso il via «l’Operazione trasparenza» voluta dal ministro della Funzione pubblica Renato Brunetta, una vera e propria rivoluzione nei rapporti tra PA e i cittadini. In pratica tutti i dati relativi al personale del ministero che fa riferimento a Brunetta e alle strutture ad esso collegate (Scuola superiore della pubblica amministrazione, Aran, Formez, Cnipa), verranno messi online. Tra le informazioni disponibili ci saranno anche le funzioni del personale, i curricula, i numeri di telefono ed e-mail, fino alle assenze dei dipendenti e agli stipendi dei dirigenti.

Così sarà possibile verificare anche il tasso di assenteismo ufficio per ufficio e le retribuzioni lorde di tutti i dipendenti del dipartimento. Un universo di circa 1.100 dipendenti. Dall’esempio non si sottrae lo stesso Brunetta: nell’arco di 10 giorni saranno inseriti on line anche i suoi dati, compreso il suo stipendio e quello dei suoi collaboratori.

Trasparenza

L’intenzione del ministro è quella di considerare la PA come le società quotate in borsa, in cui gli azionisti sono i cittadini. Sessanta e oltre milioni di italiani chiamati a controllare l’operato e la funzionalità delle istituzioni. Il loro compito sarà quello di «liberare quel grande giacimento di produttività e di efficienza, che esiste ma non è stato ancora esplicitato». Gli obiettivi non sono da poco: l’operazione trasparenza porterà, ha sottolineato Brunetta, «un incremento dell’efficienza del sistema pari al 30-40%, sia per quanto riguarda i servizi che la crescita del Pil, accompagnata allo stesso tempo da una riduzione, negli stessi termini, dei costi e della burocrazia». Si tratta, comunque, di una operazione “in progress”, che intende arrivare a pubblicare sul sito anche gli obiettivi, le valutazioni, gli indicatori finanziari di spesa e di qualità (per questo è stata avviata una collaborazione con l’Istat).

M. C.

La Fondazione Rodolfo Debenedetti presenta una ricerca sulla selezione della classe dirigente

Fondazione Rodolfo DebenedettiDomani, 24 maggio, a Gaeta (Latina), presso la Sala conferenze della Scuola nautica della Guardia di Finanza, verrà presentata una ricerca molto interessante condotta dalla Fondazione Rodolfo Debenedetti. Si tratta di uno studio a cura di Antonio Merlo (Università di Pennsylvania), Vincenzo Galasso (IGIER-Università Bocconi), Massimiliano Landi (Singapore Management University) e Andrea Mattozzi (California Institute of Technology), che analizza le carriere dei parlamentari italiani dal 1948 ad oggi mettendole in relazione a quelle dei membri del Congresso degli Stati Uniti.

I dati su cui si fonda lo studio riguardano il turnover dei parlamentari, la percentuale di politici ricandidati e riconfermati da una legislatura all’altra, indicatori di produttività durante il mandato (tassi di assenteismo durante i lavori dell’Aula, numero di disegni di legge cui hanno dato un contributo) nonché informazioni dettagliate sui redditi prima durante e dopo il mandato. La ricerca si preannuncia ricca di rivelazioni poco lusinghiere per la nostra classe (casta) dirigente. Ad esempio, tra i dati che verranno diffusi, il rapporto mostra come il reddito reale dei parlamentari sia negli ultimi 50 anni aumentato a un tasso medio annuale di oltre il 10 per cento a fronte di un 3 per cento di crescita annuale del reddito pro capite in Italia.

Verrà presentato anche un secondo rapporto, a cura di Andrea Prat (London School of Economics), Oriana Bandiera (London School of Economics), Luigi Guiso (Università di Sassari) e Raffaella Sadun (London School of Economics), che verte invece sulla selezione e performance dei manager italiani. Anche in questo studio vi sono comparazioni internazionali e come per la politica, anche in questo caso, le anticipazioni che emergono sono poco confortanti. Ad esempio, si documenta come i manager italiani, a differenza dei loro omologhi europei, vengano licenziati soprattutto quanto hanno contrasti  con i proprietari piuttosto che a seguito di un cattivo andamento dell’impresa o per condizioni di mercato sfavorevoli.

La CastaAlcuni dei contenuti dello studio sono già stati resi noti da un interessante articolo di Gian Antonio Stella dal titolo “Un posto in Parlamento aumenta il reddito del 78%“, pubblicato dal Corriere della Sera il 22 maggio scorso.

Persiste quindi la volontà di mantenere alta l’attenzione degli italiani sui costi della politica e sui privilegi della “casta” iniziata da Stella e Rizzo con il loro best seller. Questa volta il detto siciliano “Chinati junco ca passi la china” (Chinati giunco che passa la piena) sembra non corrisondere all’andamento dei fatti e già questa è una grossa novità per il nostro Paese.

A questo link è possibile scaricare i rapporti delle ricerche.

M. C.

Carfagna, Ceccacci. Un passato da subrette, un presente da politiche

La nomina a ministro di Mara Carfagna ha suscitato un certo scalpore per il suo passato da subrette e per le foto osè sul calendario di Max, tanto da costringerla ad una intervista/autodifesa su “La Stampa”.

Ma la titolare del dicastero delle Pari opportunità non è l’unica eletta nelle file del Pdl ad avere un passato patinato, c’è anche l’onorevole Fiorella Ceccacci. Certo, le foto della parlamentare azzurra che circolano in rete sono meno discinte di quelle della collega ministro ma, in più di lei, può “vantare” una partecipazione al film di Tinto Brass “Sono come tu mi vuoi“.

Fiorella Ceccacci 1Fiorella Ceccacci 2Fiorella Ceccacci 3  

Tornando alla ministra, riportiamo il bel servizio di “Striscia la Notizia” che ripercorre la carriera artistica della Carfagna.

Tutte le biografie dei Ministri e Sottosegretari del Governo Belusconi IV

Qui trovate l’elenco completo e aggiornato di tutti i componenti dell’attuale governo Berlusconi con i link alle relative biografie pubblicate su Wikipedia.

R.S.

Gordon Brown lancia il “question time” su Youtube

Il primo ministro inglese Gordon Brown, dopo la sconfitta alle ultime elezioni che ha consegnato, tra l’altro, la guida di Londra ai conservatori, cerca di recuperare terreno lanciando il “question time online” (la sessione parlamentare in cui i membri della Camera dei Comuni pongono domande al premier a cui è obbligato a rispondere), un’iniziativa che permetterà ai cittadini di porre delle domande direttamente al premier britannico
Basterà collegarsi alla sessione «Ask the PM» sul sito web di Youtube dedicato a Downing Street e caricare un video. Saranno gli stessi utenti a votare le domande più interessanti che saranno selezionate e avranno una risposta attraverso un videoclip di cui sarà protagonista lo stesso Brown.
Il Primo Ministro inglese con questa iniziativa intende recuperare il sostegno dei più giovani che, dal quel che dicono i sondaggi, non sembrano amare la politica del premier e preferirebbero come leader del prossimo parlamento l’avversario conservatore David Cameron.
Per i sostenitori del Premier si tratta della prima vera forma di “democrazia diretta” messa in campo da un primo ministro. I suoi detrattori affermano invece che Gordon Brown non ha fatto altro che copiare l’idea del suo antagonista, il leader dei Tory, che da tempo ha lanciato il sito web Webcameron, dal quale dialoga con i suoi concittadini.

 

La Tv è ancora il media preferito per informarsi di politica

TVSecondo un sondaggio effettuato dall’istituto Piepoli per conto della Ferpi, (Federazione italiana delle relazioni pubbliche), la televisione rimane il canale informativo preferito dagli italiani interessati alle vicende della politica. Contrariamente a quanto accade negli Usa, dove la campagna elettorale per la corsa alla Casa Bianca è caratterizzata da un massiccio e frequente ricorso alla rete Internet, in Italia il 54% della popolazione non avrebbe infatti gradito l’utilizzo dello strumento da parte dei candidati nazionali. La televisione continua a fare la parte del leone come veicolo del messaggio politico. A sceglierla come fonte principale di informazione in occasione delle ultime elezioni è stato infatti il 90% degli italiani.

Una percentuale leggermente minore degli intervistati, il 76%, pensa che il piccolo schermo sia il mezzo più utile per comprendere i messaggi elettorali e il più determinante per assumere una decisione. Decisamente inferiore, invece, la funzione di “opinion maker” attribuita alla carta stampata, che raccoglie appena il 36% di preferenze e il 16% di soddisfazione. Fanalino di coda per la radio e per gli strumenti classici della propaganda elettorale come volantini e affissioni stradali che si attestano su percentuali tra l’1% e il 2% per l’efficacia con la quale veicolano i messaggi.

La scarsa fiducia che è ancora riposta nella Rete è confermata anche dalla valutazione sul peso nell’orientamento: solo il 2% degli italiani ritiene Internet determinante per orientarsi nel dibattito politico ed efficace per comprendere i messaggi elettorali. Complice potrebbe essere lo scarso ricorso a strumenti interattivi che caratterizza la comunicazione politica del nostro Paese, ma rimane il fatto che non siamo pronti a seguire una campagna su You Tube. C’è però un dato positivo: nonostante la maggioranza si dichiari poco propensa all’utilizzo della Rete per le campagne elettorali, una buona quota dei cittadini, il 38%, l’avrebbe apprezzato abbastanza, o addirittura molto.

Infine, nonostante i diversi pesi e le preferenze, il 55% degli intervistati pensa che nel complesso tutti i media siano stati corretti e imparziali nel porgere i vari messaggi politici.

Presentazione del sondaggio dell’Istituto Piepoli per Ferpi

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