E’ innegabile che Michela Vittoria Brambilla abbia aiutato Berlusconi a catturare l’attenzione di un certo elettorato, per la precisione quello dei dandy lombardi, che di sicuro non votavano a sinistra ma che si sentivano sempre più distanti dalla attempata leadership del centrodestra.
La Brambilla è stata presentata come il segno di un cambiamento, utilizzata come testimonial di un Berlusconi pronto a dare fiducia alla classe del ‘68, i quarantenni di oggi, e a rilanciare la politica italiana non solo con i programmi,ma anche con l’inserimento di persone nuove, giovani e capaci nelle figure chiave del Governo.
Quest’ aspettativa potrebbe però restare disattesa: i nomi che girano per il nuovo governo sembrano testimoniare l’incapacità della politica italiana di rigenerarsi e a farne le spese, oltre al Paese, sarà anche Michela Brambilla, che rischia di passare alla storia più per le foto e i video in autoreggenti che come volto “fresco” del Governo della terza Repubblica.
RS

ottima riflessione