Archivia per Aprile 2008

Manifesti elettorali a Roma: sederi, zombie, fumetti e falangi oplitiche

I manifesti elettorali per le elezioni del sindaco di Roma, affissi sui muri, sui cartelloni, sulle cabine telefoniche, sui cassonetti della spazzatura e un po’ dappertutto, quest’anno si sono rivelati davvero originali, fantasiosi se non ridicoli.

Qui di seguito vi mostriamo i più curiosi.

Milly D’Abbraccio (Partito Socialista)

Facce da c...

Andrea Priamo (AN)

300

Autonomia 

Non mi VOmiTARE

Andrea Alzetta (la Sinistra l’Arcobaleno)

Tarzan

Infine quello che per noi è il più kitsch di tutti, (anche se naturalmente per le strade capitoline non si è visto), ”l’indiano” della Lega Nord.

Indiano

Governo Berlusconi, la Brambilla resta in mutande… o no?

E’ innegabile che Michela Vittoria Brambilla abbia aiutato Berlusconi a catturare l’attenzione di un certo elettorato, per la precisione quello dei dandy lombardi, che di sicuro non votavano a sinistra ma che si sentivano sempre più distanti dalla attempata leadership del centrodestra.
La Brambilla è stata presentata come il segno di un cambiamento, utilizzata come testimonial di un Berlusconi pronto a dare fiducia alla classe del ‘68, i quarantenni di oggi, e a rilanciare la politica italiana non solo con i programmi,ma anche con l’inserimento di persone nuove, giovani e capaci nelle figure chiave del Governo.
Quest’ aspettativa potrebbe però restare disattesa: i nomi che girano per il nuovo governo sembrano testimoniare l’incapacità della politica italiana di rigenerarsi e a farne le spese, oltre al Paese, sarà anche Michela Brambilla, che rischia di passare alla storia più per le foto e i video in autoreggenti che come volto “fresco” del Governo della terza Repubblica.

RS

A Roma Tarzan lo fa!

Manifesto Tarzan

Tra i candidati al consiglio comunale di Roma c’è un personaggio che più di altri si è distinto per l’originalità della sua campagna elettorale. Si tratta di Andrea Alzetta, alias Tarzan, uno dei leader di Action Diritti, supervotato dalla Sinistra arcobaleno alleata di Rutelli.

L’associazione di cui Alzetta fa parte sostiene da anni le lotte dei senza casa arrivando anche ad occupare abusivamente interi edifici. Proprio su questo tema e sul suo soprannome, Tarzan ha basato gran parte della sua comunicazione politica. Sui manifesti elettorali affissi per tutta Roma ha scritto a caratteri cubitali: «Occupare case è reato? ….ma Tarzan lo fa!». Concetti ripetuti in musica sulla melodia di «ma Tarzan lo fa», celebre filastrocca del 1978 cantata da Nino Manfredi e che è scaricabile dal sito internet di Action Diritti.

Non commentiamo le posizioni politiche e le metodologie utilizzate da Alzetta e compagni, occorre però ammettere che in quanto a comunicazione sono davvero geniali.

Qui di seguito l’audio della canzone “Ma Tarzan lo fa”, la trascrizione del testo e il manifesto elettorale.

 

ASCOLTA (Ma Tarzan lo fa)

Occupa’ le case vote pare ‘n crimine de Stato
È un reato che la Digos vo’ fermà

Ma Tarzan lo fa
Ma Tarzan lo fa

Da’ ‘na mano ai clandestini
Donne uomini e bambini
E Berlusconi, Bossi e Fini a rosicà

Ma Tarzan lo fa
Ma Tarzan lo fa

Sembra un po’ ‘na giungla, ma è la mia città
Visto che c’è Tarzan vojo annà a votà
Pensa che spavento tutto un mondo de nazisti, de fascisti,
Qualunquisti e de lacchè

Vabbè, vabbè, ma Tarzi è qui con me

Contestare il Vaticano
Ed il crimine inumano
Che le donne al Medioevo vo’ portà

Ma Tarzan lo fa
Ma Tarzan lo fa

Tutelare l’animali
Terra, aria e tutti i mari
Che so’ beni necessari pe’ campà

E Cita lo sa
E Cita lo sa

Sembra un po’ ‘na giungla, ma è la mia città
Visto che c’è Tarzan vojo annà a votà
Pensa che spavento tutto un mondo de nazisti, de fascisti,
Qualunquisti e de lacchè

Vabbè, vabbè, ma Tarzi è qui con me

Dar Tufello a Centocelle
Laurentino Primavalle
Contro l’ingiustizie pe la libertà

Ma Tarzan lo fa
Ma Tarzan lo fa

Non smettiamo di lottare
Pel diritto all’abitare
Anche se la repressione è pronta già

E Tarzan lo sa
E Tarzan lo sa

Sembra un po’ ‘na giungla, ma è la mia città
Visto che c’è Tarzan vojo annà a votà
Pensa che spavento tutto un mondo de nazisti, de fascisti,
Qualunquisti e de lacchè

Sembra un po’ ‘na giungla, ma è la mia città
Visto che c’è Tarzan vojo annà a votà
Pensa che spavento tutto un mondo de nazisti, de fascisti,
Qualunquisti e de lacchè

Vabbè, vabbè, ma Tarzi è qui con me

Ma Tarzan lo fa
Ma Tarzan lo fa….

Veltroni - Crozza si rivolge all’elettorato padano

E’ un Maurizio Crozza irresistibile, con tanto di pochette verde da leghista, quello che ieri sera a “Crozza Italia Live”, ha fatto la parodia del leader del Pd, Walter Veltroni, parlando in una sorta di slang “padano”.

Si tratta di satira ma rappresenta meglio di tanti discorsi la difficoltà che incontra il Partito Democratico nel comprendere le esigenze del nord del Paese e quindi di intercettarne i voti.

 

I Risultati elettorali online

Tra breve il silenzio elettorale che accompagna le operazioni di voto sarà rotto dalle varie dirette che ci accompagneranno fino a notte inoltrata.
Per chi, come noi, è al lavoro o preferisce seguire lo spoglio su internet segnaliamo qualche sito dove si potranno raccogliere dati e informazioni in tempo reale.

MINISTERO DELL’INTERNO
SKY TG24
TGCOM
REPUBBLICA TV
VARESE NEWS

RS

La canzone dell’elettore di Fiorello & Baldini

Fiorello & BaldiniNell’ultimo giorno di campagna elettorale i conduttori di “Viva Radio 2” lanciano un singolare appello musicale al voto. Le richieste non vengono però rivolte agli elettori ma ai politici. Una sorta di raccomandazione per chiunque vinca a governare bene e nell’interesse dei cittadini. La canzone del duo Fiorello - Baldini è una parafrasi del celebre brano «Un mondo d’amore» cantato da Gianni Morandi nel 1967.

ASCOLTA

Il testo:

C’è un grande foglio rosa
dove nascono speranze
che si chiamano elettori
quello è il grande foglio elettorale
Uno non tradirli mai han fede in te
Due non li deludere credono in te
Tre non farli piangere votano te
Quattro non li abbandonare ti cercheranno
quando avrai le mani in pasta e governerai
Per le cose belle ti ringrazieranno
soffriranno per gli errori tuoi
E tu ministro non lo sai
ma se governi è grazie a noi
Adesso chiedi un voto ma
un voto ha i suoi comandamenti
Uno non tradirci mai votiamo te
Due non ci deludere crediamo in te
Tre non farci piangere votiamo te
Quattro non farci restare tutti in mutande
e al governo sentirai sulle spalle tue
tutte le promesse, tutte le speranze
di …un voto migliore

10 domande in attesa di risposte

10 domande

Nicola Mattina ce l’aveva messa tutta: un’ottima idea, ben organizzata e nata sotto il cappello del più autorevole quotidiano economico. L’elettore invia la propria video-domanda. La selezione delle 10 migliori domande avviene con una votazione on line tra gli utenti. I candidati premier rispondono. I cittadini valutano e votano. Perfetto. Informazione partecipativa al servizio della democrazia.
Mancano le risposte. No, non tutte. Bertinotti, De Vita e la Santanchè hanno risposto a tutte e dieci le domande. Le risposte di Veltroni (quelle compatibili) sono state estrapolate dalla video chat che ha tenuto su Democratica TV. Gli altri candidati nulla.
Persino Boselli che una settimana fa, lamentandosi della censura operata dal duopolio televisivo, ha lanciato la grande offensiva web… niente. Ferrara, Ferrando, Fiore e Casini, nulla. Berlusconi non pervenuto. E probabilmente ritiene di non averne bisogno.
No, non è colpa del web se le 10 domande non hanno prodotto 110 risposte. E’ colpa della politica e di quei politici che ritengono più “comodi” Vespa, Mentana e i pastoni dei TG nazionali. E fino a quando questo non produrrà nessuna conseguenza elettorale, probabilmente, continuerà così.
“Negli Usa sono più avanti”, si dice. Si dice spesso a sproposito ma non questa volta. Hillary e Obama stanno combattendo a colpi di web una gran parte della propria campagna elettorale. Non più con le vetrine, la gallery e i comunicati. Sempre più, invece, con il confronto, le risposte e i dibattiti on line. I nuovi elettori, i giovani, li prendono così. Ed è un bene, per la politica.
Marcello Saponaro

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