Il blog di Clemente Mastella è un esempio macroscopico di quanto in Italia debbano ancora consumarsi alcuni passaggi importanti nella cultura politica legata al web. Anche se è vero che la quasi totalità dei leader nazionali (e non solo) può vantare un blog o quantomeno un sito personale, molto spesso la scelta di realizzarlo è legata solamente ad una moda, ad un meccanismo di emulazione (il mio concorrente ce l’ha!) o alla volontà di voler apparire al passo coi tempi. Ancora non è stato compreso appieno il valore del media e soprattutto la sua specificità.
Il suo lato partecipativo e la sua capacità di creare un rapporto diretto, non mediato, coi cittadini è stato colto solamente da pochi politici come, (citando alcuni dei più noti), Antonio Di Pietro, Gianfranco Miccichè e in parte Antonio Bassolino (usa troppo i video degli interventi in aula e le interviste!) che hanno saputo confrontarsi coi cittadini (e alcune volte hanno avuto il coraggio), rispondendo alle loro domande e spiegando le loro posizioni a volte scomode e difficili. Di Pietro sulle sue idee spesso antitetiche rispetto a quelle del governo di cui fa parte, Miccichè sui criteri di scelta del candidato del Pdl a presidente della regione Sicilia, Bassolino sulla questione rifiuti.
Mastella non ha fatto nulla di tutto questo. Proprio nel momento in cui il suo blog avrebbe potuto rappresentare uno strumento per spiegare le sue ragioni, per capire e per farsi capire, l’ha abbandonato. Visitandolo, infatti, si scopre che in tre mesi sono stati inseriti soltanto 3 interventi. Nel più vecchio, pubblicato il 5 dicembre, Mastella spiega di non essere sparito (in effetti era già quasi un mese che l’ex ministro non interveniva). Il penultimo post, invece, risale al 17 febbraio e riporta il testo delle sue dimissioni da guardasigilli. L’ultimo è datato 1 marzo e prospetta una difficile campagna elettorale per l’Udeur. Campagna a cui, come sappiamo, il partito del campanile ha poi deciso di non partecipare.
Naturalmente la frequenza di scrittura non rappresenta di per sé un valore, ma tratteggia sicuramente un indicatore della corretta interpretazione del mezzo. Quindi, un uso siffatto del blog denuncia e evidenzia il prevalere di logiche comunicative antiquate e sottolinea quanto Mastella, in questo senso, abbia perso un’occasione.
M. C.

Ho frequentato il blog di Clemente Mastella. La assenza di interventi ha sempre avuto modo di suscitare in me un profondo senso di sconforto. Sì, effettivamente ho sempre creduto che avrebbe potuto utilizzare quello strumento per chiarire… vari punti. E il fatto che non sia proprio successo, mi lascia piuttosto confuso.
Immagino abbia avuto molto da fare
Salut.
se lo chiedete a lui sarà questa: http://www.youtube.com/watch?v=R-QJvLzWm6o