La letteratura sembra essere prepotentemente entrata nella politica italiana. Dapprima la famosa poesia (erroneamente attribuita a Pablo Neruda) recitata da Clemente Mastella per giustificare la sua decisione di far cadere il governo Prodi (argomento di cui abbiamo già parlato in un precedente post).
Poi la rivisitazione di “In morte di Fratello Giovanni” di Ugo Foscolo, dedicata da Beppe Grillo alla “dipartita” politica dell’ex Guardasigilli.
In morte del fratello Clemente 1(*)
Un dì, s’io 2(*) non andrò sempre fuggendo
di partito in partito, me vedrai seduto
su la tua pietra, o fratel mio, gemendo
il fior de’ tuoi gentil anni caduto.
La Madre 3(*) or sol suo dì tardo traendo
parla di me col tuo cenere muto 4(*),
ma io deluse a voi le palme tendo
e sol da lunge i tetti di Ceppaloni 5(*) saluto.
Sento gli avversi numi 6(*), e le secrete
cure che al viver tuo furon tempesta,
e prego anch’io nel tuo porto quiete.
Questo di tanti voti oggi ti resta!
Gentil Clemente, almen le ossa 7(*) rendi
allora al petto degli italiani mesti.
Testo liberamente tratto da: “In morte del fratello Giovanni” di Ugo Foscolo.
1(*) L’autore, con sottile eufemismo, si riferisce alla morte politica dello statista italiano Clemente Mastella (Ceppaloni 5 febbraio 1947, vivente)
2(*) La poesia è attribuita al famoso compagno di merende Pierferdinando Casini (”Ferdy”) che ha condiviso le battaglie politiche di Clemente Mastella (”Clem”) per decenni
3(*) Il significato da attribuire alla “Madre” è fonte di discussione per gli studiosi. Se molti la riferiscono a Silvio Berlusconi, alcuni propendono a una allusione a donna di facili costumi
4(*) “Cenere muto” è il soprannome del Governatore Antonio Bassolino. La cenere infatti non parla e neppure Bassolino ha mai detto nulla ai giudici sul disastro ambientale in Campania
5(*) Città natale di Mastella di cui è sindaco a vita. E’ rimasta celebre la fiaccolata dei suoi abitanti a sostegno della moglie Sandra Lonardo costretta agli arresti domiciliari perché accusata di concussione
6(*) Gli “avversi numi” sono le percentuali di voto previste per il suo partito di ricatto e di governo, detto UDEUR. Infatti, nel 2008, per la prima volta un partito italiano registra intenzioni di voto negative. Fa perdere tra il 10 e il 12% dei voti a chi se lo prende
7(*) “Le ossa” sono in realtà i popolari torroncini natalizi autoprodotti da Mastella con i soldi del finanziamento pubblico al suo partito. Tutti gli italiani ne vorrebbero un etto.
(tratto da www.beppegrillo.it)
Ora la “Lectura Dantis et Veltronis” di Ciwati (il “blogger name” del consigliere regionale lombardo Giuseppe Civati) destinata a sostenere la campagna elettorale di Walter Veltroni. I passi scelti e declamati dalla voce fuori campo di Ciwati, mentre sullo schermo scorrono le immagini delle pagine della Divina Commedia, sono quelli del primo Canto dell’Inferno, con le celeberrime terzine sulla “profezia” del sommo poeta, che vede protagonista il “Veltro”, parola che in italiano medievale indicava un cane da caccia, addestrato e veloce, ma che per Ciwati altri non è se non Veltroni. E il “Yes we can”, mutuato da Barak Obama si trasforma in un dantesco “Si puote”.
M. C.

1 Risposta a “La letteratura e la politica”