Archivia per Marzo 2008

Di che partito sei? Scoprilo con VOISIETEQUI

Qualcuno si è mai chiesto se sta votando per il partito giusto, per quello che veramente condivide le proprie idee e persegue gli stessi obbiettivi? VOISIETEQUI può aiutarvi a scoprire il partito che la pensa come voi!

VOISIETEQUI è un questionario che permette a tutti gli elettori di confrontare rapidamente i programmi dei partiti rispondendo a 25 domande e alla fine propone un grafico che rappresenta la distanza ideale tra le proprie risposte e le posizioni ufficiali dei partiti. Questo strumento fa parte del più ampio progetto Openpolis, un progetto indipendente che ha lo scopo di condividere le informazioni sulla politica e sui politici italiani attraverso un sistema di documentazione collettiva, così da rendere la politica più trasparente e controllabile dai cittadini.

Non vi resta che provare e magari scoprirete che il partito giusto per voi… non è quello che pensavate!

R.S.

L’orientamento di voto su Second Life

Second lifeCome si sa i sondaggi elettorali non possono più essere divulgati, ecco allora che per capire l’orientamento del voto si trovano altri espedienti. Una originale rilevazione, molto lontano dai tradizionali criteri utilizzati per la politica, è quella condotta da Searching Lab, un gruppo di esperti di marketing specializzato negli studi sul consumatore e sui comportamenti economici e sociali.

In pratica si tratta di un esperimento ideato per sondare le preferenze politiche nel mondo virtuale di Second Life. Dal 9 al 12 marzo 2008 è stato chiesto ai “residenti” a chi avrebbero dato la preferenza tra Berlusconi, Bertinotti, Casini, Ferrara, Santanchè e Veltroni. Più di 1.000 abitanti di Second Life hanno partecipato all’iniziativa: di questi, 600 si sono dichiarati italiani e 524 di diverse altre nazionalità.

I 600 italiani si sono espressi così:

Berlusconi 36%
Bertinotti 14%
Casini 9%
Ferrara 2%
Santanchè 10%
Veltroni 29%

Queste invece le preferenze dei 524 avatar stranieri:

Berlusconi 22,3%
Bertinotti 7,8%
Casini 17,9%
Ferrara 8,8%
Santanchè 18,7%
Veltroni 24,4%

Forti le differenze dei risultati tra italiani e stranieri. I primi rispecchiano, bene o male, i rapporti di forza “ufficiali” i secondi invece preferiscono Veltroni anche se Berlusconi lo tallona a poca distanza. Lusinghieri i dati di Santanchè e Casini, un po’ meno quelli di Bertinotti. Se da questo esperimento si può trarre una conclusione è che gli avatar nazionali sono conservatori mentre gli stranieri sono più progressisti.

M. C.

La campagna elettorale è come una partita a Subbuteo

SubbuteoIl candidato presidente della regione Friuli Venezia Giulia del PD, Francesco Russo, si è inventato un modo davvero originale sul suo blog per promuovere la propria candidatura.

Il Subbuteo, il celeberrimo gioco da tavolo, è al centro di un interessante modo di fare comunicazione politica online. Dalla home page del sito internet di Russo si può “giocare” una partita a calcio virtuale cercando di mandare il pallone in rete muovendo col mouse il candidato-calciatore di Subbuteo sul campo di calcio che appare cliccando su “la nostra partita“.

           

Naturalmente il tutto è un pretesto, che fa leva sulla passione calcistica degli italiani, per far conoscere i messaggi politici e il programma del candidato del PD. “I gol da non mancare” sono undici e coincidono con i punti del programma elettorale del “centravanti” Russo che giocherà la sua partita più importante il 13 e 14 aprile prossimi scoprendo se il web avrà saputo dargli l’assist giusto per segnare la rete vincente.

M. C.

A Varese la politica è più vicina ai cittadini

VaresePoliticaInteressante iniziativa di VareseNews il quotidiano che pubblica solo sul web più cliccato d’Italia (classifica).  Come si legge sul portale d’informazione del varesotto, “con VaresePolitica i partiti i politici e le associazioni saranno sullo stesso piano con i cittadini, che potranno interagire sui temi per loro più interessanti, ponendo in prima persona le loro domande e le loro critiche”.

VaresePolitica si compone di due sezioni. La prima è quella dei blog dove hanno uno spazio dedicato tre politici, tre partiti e tre associazioni: Graziano Maffioli (UDC), Daniele Marantelli (PD), Paolo Rossi (PD), Lega Nord, PD, il Popolo della Libertà e le associazioni degli Artigiani, dei Commercianti e CNA.

La seconda parte di VaresePolitica è costituta dall’aggregatore, cioè una pagina che affianca automaticamente i contenuti di questi blog, suddividendoli per argomento. Così, su VaresePolitica, si può capire a colpo d’occhio quali siano gli argomenti più trattati della giornata e confrontare le diverse posizioni.

M. C.

Per il Web non occorre la par condicio

Il garante per le Comunicazioni richiama le tv sulla par condicio. Stando al testo diffuso dall’Autorità per le garanzie nelle Comunicazioni, serve un «immediato riequilibrio dell’informazione politica tra tutte le liste partecipanti alla campagna elettorale», in particolare nei tg, dove si nota un «forte squilibrio» nel rapporto tra formazioni maggiori e minori e tra Pdl e Pd, a vantaggio del primo.

Che dire se non che internet è l’unico media che garantisce pari visibilità, pari accessibilità, pari mezzi a tutti i partiti? Il web non ha bisogno di par condicio!

Grafico

Il grafico riporta la somma degli ascolti medi Auditel (in milioni) delle puntate di tutte le trasmissioni di approfondimento delle reti Rai, Mediaset e La7 che, nel periodo indicato, hanno avuto un esponente politico in studio o in collegamento dedicato.

Sono compresi anche i telegiornali che hanno ospitato in studio o in collegamento un esponente politico. (da blog.centrodiascolto.it)

Che fine ha fatto Clemente Mastella?

Clemente MastellaIl blog di Clemente Mastella è un esempio macroscopico di quanto in Italia debbano ancora consumarsi alcuni passaggi importanti nella cultura politica legata al web. Anche se è vero che la quasi totalità dei leader nazionali (e non solo) può vantare un blog o quantomeno un sito personale, molto spesso la scelta di realizzarlo è legata solamente ad una moda, ad un meccanismo di emulazione (il mio concorrente ce l’ha!) o alla volontà di voler apparire al passo coi tempi. Ancora non è stato compreso appieno il valore del media e soprattutto la sua specificità.

Il suo lato partecipativo e la sua capacità di creare un rapporto diretto, non mediato, coi cittadini è stato colto solamente da pochi politici come, (citando alcuni dei più noti), Antonio Di Pietro, Gianfranco Miccichè e in parte Antonio Bassolino (usa troppo i video degli interventi in aula e le interviste!) che hanno saputo confrontarsi coi cittadini (e alcune volte hanno avuto il coraggio), rispondendo alle loro domande e spiegando le loro posizioni a volte scomode e difficili. Di Pietro sulle sue idee spesso antitetiche rispetto a quelle del governo di cui fa parte, Miccichè sui criteri di scelta del candidato del Pdl a presidente della regione Sicilia, Bassolino sulla questione rifiuti.

Mastella non ha fatto nulla di tutto questo. Proprio nel momento in cui il suo blog avrebbe potuto rappresentare uno strumento per spiegare le sue ragioni, per capire e per farsi capire, l’ha abbandonato. Visitandolo, infatti, si scopre che in tre mesi sono stati inseriti soltanto 3 interventi. Nel più vecchio, pubblicato il 5 dicembre, Mastella spiega di non essere sparito (in effetti era già quasi un mese che l’ex ministro non interveniva). Il penultimo post, invece, risale al 17 febbraio e riporta il testo delle sue dimissioni da guardasigilli. L’ultimo è datato 1 marzo e prospetta una difficile campagna elettorale per l’Udeur. Campagna a cui, come sappiamo, il partito del campanile ha poi deciso di non partecipare.

Naturalmente la frequenza di scrittura non rappresenta di per sé un valore, ma tratteggia sicuramente un indicatore della corretta interpretazione del mezzo. Quindi, un uso siffatto del blog denuncia e evidenzia il prevalere di logiche comunicative antiquate e sottolinea quanto Mastella, in questo senso, abbia perso un’occasione.

M. C.

Anche il Vangelo e i Santi possono caratterizzare la politica online

Amedeo CiccantiIl sito internet del Senatore Amedeo Ciccanti dell’UDC, pur essendo funzionale nel suo genere, rappresenta un classico esempio di politica 1.0. Ciò non toglie però che abbia una peculiarità che lo differenzia da tutta la “concorrenza”.

L’esponente centrista ha inserito nella home page che porta il suo nome, due link molto particolari: il Santo del giorno e perfino il Vangelo quotidiano.

Una caratteristica questa che in passato è costata a Ceccanti una serie di attacchi da parte della cosiddetta “Cyber Jihad“, un gruppo di hacker musulmani votati a combattere la “cristianita” sul web.

Dopo vari oscuramenti il sito del senatore è tornato a funzionare correttamente, pronto ad affrontare l’agguerrita campagna elettorale online.

M. C.

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