La web page di Emily Sander

Emily Sander

A qualcuno sarà sembrato strano che all’interno della sezione “attualità” del nostro blog fosse riportato un link alla triste vicenda di Emily Sander. Cosa c’entra una studentessa diciottenne del Texas, dalla doppia vita e morta assassinata con la politica e il web 2.0? Direttamente nulla, è chiaro! Ciò non toglie che la sfortunata storia di Emily Sander rappresenti un caso nel mondo dei media.

Quando la polizia del Kansas, nella speranza di ritrovarla dopo la sua scomparsa, ha parlato in televisione della sua doppia vita di studentessa e di pornostar sul web, il sito che la ragazza (con lo pseudonimo di Zoey Zane) aveva aperto da alcuni mesi è stato letteralmente preso d’assalto.

Al di là della tragedia che rappresenta questa storia, è significativo notare come un media, la televisione, abbia indotto un numero elevatissimo di persone ad utilizzare un altro media: internet. Che lo abbiano fatto per curiosità, per cercare di ritrovarla, per una macabra forma di voyeurismo, o per qualche altro motivo non lo so dire con certezza. Però quello che mi ha colpito è l’incredibile connessione che si è creata tra mezzi di comunicazione riguardo a questo fatto. Mai un media in passato ha stimolato le persone a spostarsi così in massa ad un altro veicolo d’informazione. Mai la televisione, senza volerlo, ha spinto con tali proporzioni a leggere più giornali o ad ascoltare di più la radio. Quello a cui abbiamo assistito è un fenomeno nuovo che in futuro si verificherà sempre più spesso.

 A pensarci bene un fatto simile è già accaduto anche in Italia. Quando, a settembre di quest’anno, tutti i quotidiani e i telegiornali hanno iniziato a diffondere la notizia che il ministro Mastella aveva preso un volo di Stato per recarsi al Gran Premio di Monza, il suo blog e tutti quelli a lui dedicati hanno subito un’impennata nei contatti. Anche in questo caso un’informazione passata attraverso un mezzo di comunicazione “classico” si è spostata su un canale diverso. Un canale che da quel momento è diventato preferenziale poiché ha permesso alle persone di dire direttamente all’interessato quel che pensavano sulla questione trasformandoli da consumatori passivi ad attori in grado di agire.

Vi è infine un ulteriore risvolto innovativo a cui la storia di Emily Sander ha dato vita: la sua pagina web non la ritrae più senza veli ma si è trasformata in uno spazio aggiornato in tempo reale per cercare il presunto assassino, Isreal Mireles. Speriamo che tra i tanti che la visitano vi sia qualcuno con delle informazioni in grado di aiutare la polizia.

M. C.

2 Risposte a “La web page di Emily Sander”


  1. 1 davy_the_kid Dicembre 26, 2007 alle 12:31 pm

    AGGIORNAMENTO. IL 19 DICEMBRE IN MESSICO HANNO ARRESTATO IL SUO ASSASSINO.

    Sciacalli !!! Non lasciano in pace una ragazza neanche da morta.
    E poi , se una ragazza che pubblica sue foto nude sul web viene chiamata pornostar , come le chaimiamo le nostre letterine , veline , soubrette ecc ??? Ah si e’ vero !!! In quel caso si chiama arte !!!
    La ragazza si chiamava Emily Sander ed era una studentessa. PUNTO E BASTA. Tutti si scandalizzano per le sue foto ( legali tra l’altro, niente di piu’ che non si veda in una campagna pubblicitaria) e nessuno si scandalizza che l’assassino e’ ancora in giro !!!
    Comunque se tutti i moralisti si informassero meglio , sapranno che il delitto con molta probabilita’ non ha niente a che fare con la sua doppia vita.
    Abbiate rispetto per lei e per la sua famiglia !!!

  1. 1 Buon Natale! « POLITICI 2.0 Trackback su Gennaio 10, 2008 alle 1:01 am

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