Quante volte abbiamo sentito questa frase? Migliaia di volte! Un’affermazione che nasce da una naturale e comprensibile reazione nei confronti di un qualcosa che ci provoca sdegno, rifiuto, irritazione e forse anche collera.La politica oggi sembra far di tutto per allontanare le persone da sé, per risultare incomprensibile, bizantina, ostile.
Ciononostante sono profondamente convinto che, per quanto pessima essa possa essere, disinteressarsene e rifiutarla sia profondamente sbagliato. Sbagliato per due ordini di motivi. In primo luogo perché è innato nell’uomo il desiderio di essere partecipe di una collettività, di avere un ruolo nel vivere sociale, di condividere col prossimo un progetto comune. Affinché questo impulso possa essere esercitato occorre quindi che la società abbia delle regole, sia governata, abbia, in definitiva, una guida che trova una concretizzazione privilegiata nell’esercizio della politica.
In secondo luogo perché non si può far finta di non sapere che la politica permea ogni istante della nostra vita. Quando si nasce, quando si muore, quando si studia, quando si lavora, quando ci si crea una famiglia; tutta la nostra vita subisce l’influenza della politica. Anche nelle consuetudini apparentemente più banali. Quando si fa un acquisto, quando si va in vacanza, quando si va allo stadio, quando si esce a mangiare una pizza con gli amici, la politica c’entra nei costi, nelle modalità, nei tempi. Il rifiuto della politica quindi o è frutto dell’ignoranza, o è una forma di sottomissione, o è un totale disinteresse della propria vita.
Non è meglio allora sforzarsi di capirla, di conoscerla, di indagarla per cercare di controllarla e di indirizzarla?
M. C.

0 Risposte a ““A me la politica non interessa!””