Archivia per Dicembre 2007

Buon Natale!

Babbo NatalePensando ad un modo originale per augurare un buon Natale sul blog, mi sono chiesto come i politici avessero affrontato la questione sui loro di blog e sui siti dei principali partiti. Ecco i risultati:

Devo dire che mi aspettavo che una festa così importante come il Natale fosse “sentita” maggiormente dalla politica. Pochi leader e pochi partiti hanno ricordato la ricorrenza in internet, forse perché provati dall’estenuante maratona della Legge Finanziaria. Tra chi l’ha fatto c’è Forza Italia che nella home page del sito nazionale ha messo un albero tricolore con il simbolo del partito al posto della stella e un piccolo presepe ai suoi piedi. Il tutto è corredato da un messaggio forse un po’ troppo pessimista e un po’ troppo politicizzato data la ricorrenza: Auguri, Italia… ne hai proprio bisogno. Un altro che l’ha buttata in politica è Alfonso Pecoraro Scanio che sul suo blog ha postato un simpatico video in cui dà dei consigli per gli acquisti naturalmente biologici, ecocompatibili e equosolidali. Nulla invece sul portale della Federazione dei Verdi.

Pochi altri si sono ricordati di fare gli auguri di buon Natale agli italiani dalle proprie pagine web. Tra questi ci sono i Popolari di Clemente Mastella che hanno addobbato il loro sito con una pallina per abete marchiata Udeur augurando “a tutti gli amici un Buon Natale e Felice Anno Nuovo!”, nulla invece sul blog del loro leader che, dopo un recente passato in cui è stato intensamente utlizzato dal suo proprietario (ne abbiamo parlato in un altro post), ultimamente sta un po’ languendo. Anche la Margherita si è ricordata della festività. In un angolino del sito è stata messa una piccola immagine di una candela contornata da agrifoglio accompagnata dagli “Auguri di un felice Natale e di un buon anno 2008″! I DS hanno dedicato l’intera home page agli auguri ma solo quelli di buon anno. Che si siano dimenticati il Natale? Nulla di fatto invece sull’ex sito dell’Ulivo riconvertito al Partito Democratico.

Tutti gli altri principali partiti e esponenti politici italiani non hanno minimamente ricordato la festività sui loro siti e blog. Dagli ultralaici della Rosa nel Pugno, così come da Rifondazione Comunista e dai Comunisti Italiani me l’aspettavo; il Natale non è una roba da eredi del marxismo. Altri invece mi hanno stupito per la loro dimenticanza. L’UDC, che dovrebbe fortemente considerare l’aspetto religioso della ricorrenza, non ne ha fatto menzione. Anche la Lega Nord, che ha fatto della difesa della cristianità contro l’invasione islamica una propria bandiera, non ha menzionato uno dei giorni più importanti per i cattolici. Antonio Di Pietro, sul suo fortissimo blog, il 25 dicembre discetta di intercettazioni, mentre sul sito dell’Italia dei Valori il tema più recente riguarda gli appalti truccati in Campania. Anche nella web page di Alleanza Nazionale tutto tace a riguardo della festività.

Considerato che i politici si sono dimostrati un tantino avari in fatto di auguri natalizi agli internauti, spero che vi possa far piacere ricevere almeno i miei e quelli di Roberto… Tanti auguri per un sereno Natale a tutti!

M.C.

La web page di Emily Sander

Emily Sander

A qualcuno sarà sembrato strano che all’interno della sezione “attualità” del nostro blog fosse riportato un link alla triste vicenda di Emily Sander. Cosa c’entra una studentessa diciottenne del Texas, dalla doppia vita e morta assassinata con la politica e il web 2.0? Direttamente nulla, è chiaro! Ciò non toglie che la sfortunata storia di Emily Sander rappresenti un caso nel mondo dei media.

Quando la polizia del Kansas, nella speranza di ritrovarla dopo la sua scomparsa, ha parlato in televisione della sua doppia vita di studentessa e di pornostar sul web, il sito che la ragazza (con lo pseudonimo di Zoey Zane) aveva aperto da alcuni mesi è stato letteralmente preso d’assalto.

Al di là della tragedia che rappresenta questa storia, è significativo notare come un media, la televisione, abbia indotto un numero elevatissimo di persone ad utilizzare un altro media: internet. Che lo abbiano fatto per curiosità, per cercare di ritrovarla, per una macabra forma di voyeurismo, o per qualche altro motivo non lo so dire con certezza. Però quello che mi ha colpito è l’incredibile connessione che si è creata tra mezzi di comunicazione riguardo a questo fatto. Mai un media in passato ha stimolato le persone a spostarsi così in massa ad un altro veicolo d’informazione. Mai la televisione, senza volerlo, ha spinto con tali proporzioni a leggere più giornali o ad ascoltare di più la radio. Quello a cui abbiamo assistito è un fenomeno nuovo che in futuro si verificherà sempre più spesso.

 A pensarci bene un fatto simile è già accaduto anche in Italia. Quando, a settembre di quest’anno, tutti i quotidiani e i telegiornali hanno iniziato a diffondere la notizia che il ministro Mastella aveva preso un volo di Stato per recarsi al Gran Premio di Monza, il suo blog e tutti quelli a lui dedicati hanno subito un’impennata nei contatti. Anche in questo caso un’informazione passata attraverso un mezzo di comunicazione “classico” si è spostata su un canale diverso. Un canale che da quel momento è diventato preferenziale poiché ha permesso alle persone di dire direttamente all’interessato quel che pensavano sulla questione trasformandoli da consumatori passivi ad attori in grado di agire.

Vi è infine un ulteriore risvolto innovativo a cui la storia di Emily Sander ha dato vita: la sua pagina web non la ritrae più senza veli ma si è trasformata in uno spazio aggiornato in tempo reale per cercare il presunto assassino, Isreal Mireles. Speriamo che tra i tanti che la visitano vi sia qualcuno con delle informazioni in grado di aiutare la polizia.

M. C.

Molto presto: il partito 2.0

Giuseppe Civati[...] A Varese, ieri sera, la star era Luca Sofri. Si è parlato di web, di democrazia e di partecipazione. Quello che è emerso è, in breve: la straordinaria importanza della partecipazione e il compito per chi fa politica di dedicare una parte significativa del proprio lavoro a promuoverla e a stimolarla (vedi alla voce “blog“). La necessità di cedere potere decisionale a militanti ed elettori, attraverso forme di consultazione aperte, non centralistiche e non gerarchiche (vedi alla voce “wikipedia“, pensando ad un wiki-pd). La possibilità di condividere informazioni e, soprattutto, contenuti, attraverso una rassegna ragionata del lavoro politico e istituzionale (vedi alla voce “banco delle buone pratiche”). Da ultimo, ma non certo per ultimo (anzi, per primo) l’impegno ad orientare prima di tutto il partito ‘reale’ ad un nuovo approccio complessivo, mutuato proprio dalle forme di confronto, di dibattito e di interazione che il web ha saputo sviluppare. Vi prego di soffermarvi soprattutto su quest’ultimo punto, perché è la chiave di lettura che reputo in assoluto più interessante. Non solo per avere una buona ‘rete’ e un buon web, ma per avere un buon partito. Quello che tutti si augurano di incontrare e frequentare a partire dalle prossime settimane.

Via: CIWATI

PALCO ovvero come una regione può applicare l’E-Democracy

Consiglio Regionale della LombardiaE’ allo studio un progetto, promosso dal Consiglio Regionale della Lombardia, finalizzato a rendere gli enti locali, le associazioni e i cittadini protagonisti attivi nei processi legislativi lombardi. L’acronimo PALCO (Partecipazione Allargata al Consiglio regionale) identifica questo primo esperimento di E-Democracy da parte di una regione.
Il progetto prevede la realizzazione di un sistema informatico che renda possibile l’instaurarsi di un dialogo tra istituzione e tutti gli attori interessati allo specifico processo decisionale. L’iniziativa si inserisce all’interno di un progetto di partecipazione che è già attivo (“Linea diretta con il Consiglio”) con lo scopo di estenderne le funzionalità, l’ambito di applicazione e l’effettivo utilizzo.
Per giungere a tale scopo è prevista la realizzazione di un sistema informatico composto da un sito web che favorisca la comunicazione bi-direzionale fra il Consiglio Regionale e i soggetti terzi mediante:

  • pubblicazione di documenti;
  • forum;
  • weblog;
  • newsletter;
  • messaggi SMS;
  • questionari on-line;

e da un sistema di controllo che permetta al Consiglio Regionale di utilizzare in maniera flessibile e in base alle proprie esigenze i diversi strumenti di community e comunicazione messi a disposizione dal sistema. Inoltre, i soggetti interessati, potranno accedere ad una serie di informazioni in modo semplice semplicemente collegandosi ad un portale Web o ricevendo una newsletter.
In pratica, una volta messo a punto, il sistema renderà possibile partecipare attivamente a due fasi specifiche dell’attività dell’istituzione: il concepimento di un Progetto di Legge e l’istruttoria di un Progetto di Legge. Il comune cittadino, o l’associazione che rappresenta i suoi interessi, potrà quindi raccogliere le istanze e i bisogni provenienti dal territorio, convogliarli direttamente al Consiglio o analizzarli preventivamente attraverso un apposito forum. Inoltre sarà possibile suggerire soluzioni e discutere le implicazioni delle scelte effettuate in fase di stesura della Legge. Dal canto suo il Consiglio potrà consultare i soggetti interessati mediante sondaggi via web al fine di richiedere pareri su determinate questioni o problemi.
Grazie agli ottimi presupposti su cui si basa, PALCO è stato selezionato, classificandosi al terzo posto, (primo in assoluto tra le regioni italiane), tra 129 progetti presentati e inserito nella lista dei 57 progetti nazionali cofinanziati dal MIT-CNIPA (Centro Nazionale per l’Informatica e la Pubblica Amministrazione).
Credo che il Progetto PALCO, una volta attivato, rappresenterà una vera e propria pietra miliare in quel processo di partecipazione allargata che il web sta rendendo possibile. Far diventare il cittadino un attore nel processo legislativo contribuirà a riavvicinare le istituzioni e la politica all’uomo della strada.

M. C.

Wikipedia sarà lo strumento per una nuova partecipazione democratica?

WikiUn primo tentativo c’è e arriva su un argomento particolarmente delicato come il diritto d’autore; il Comitato consultivo permanente per il diritto d’autore ha infatti messo su una Wiki una bozza di legge che gli utenti della rete hanno potuto emendare prima che la commissione preposta del Ministero dei beni culturali iniziasse a lavorarci.
Sicuramente questo rappresenta un grosso passo avanti nel processo di partecipazione democratica. Per la verità, forse si tratta del primo passo, poichè nel nostro Paese la partecipazione democratica è più uno slogan che un metodo. Ma la domanda resta: saranno quindi le Wiki gli strumenti che permetteranno ai cittaddini di diventare partecipi del processo legislativo nell’era del web 2.0?
Credo di no, gli strumenti wiki di oggi sono troppo complessi per l’utente medio, ci vuole qualcosa di più intuitivo e che non richieda un momento di autoformazione sulle modalità di editig del documento. Potrebbero invece dimostrarsi ottimi strumenti per i partiti e i loro militanti, utenti decisamente più motivati e disponibili ad un maggiore sforzo partecipativo.
La base di un partito che contribuisce attivamente alla stesura definitiva di un progetto di legge? Sembra solo un miraggio.

R.S.

Dalle piazze reali a quelle virtuali

Folla“Le libertà è partecipazione” cantava Gaber trentanni fà. Il cantautore milanese non poteva ancora conoscere le potenzialità della rete e quindi immaginava tutti gli spazi possibili reali in cui i cittadini si potessero incontrare e far sentire la propria idea. Oggi il web è entrato di prepotenza nella vita di molti e Internet è diventato così la nuova sfida il nuovo strumento di partecipazione.
Proprio di questo e della potenzialità della rete si parlerà martedì 4 dicembre alle ore 21 al Collegio de Filippi: Blog, siti, internet. la costruzione di una rete per la democrazia è il titolo dell’incontro organizzato dal Pd varesino. Ospiti Luca Sofri, giornalista e blogger, Pippo Civati, consigliere regionale Pd e Marco Giovannelli, direttore di Varesenews.
A organizzare la serata è il neonato Partito democratico che mette l’attenzione sulla comunicazione e la politica.
«Internet è lo strumento del presente e del futuro - spiega Stefano Tosi , consigliere regionale Pd -, ma non basta aprire Continua a leggere ‘Dalle piazze reali a quelle virtuali’

“A me la politica non interessa!”

MuroQuante volte abbiamo sentito questa frase? Migliaia di volte! Un’affermazione che nasce da una naturale e comprensibile reazione nei confronti di un qualcosa che ci provoca sdegno, rifiuto, irritazione e forse anche collera.La politica oggi sembra far di tutto per allontanare le persone da sé, per risultare incomprensibile, bizantina, ostile.

Ciononostante sono profondamente convinto che, per quanto pessima essa possa essere, disinteressarsene e rifiutarla sia profondamente sbagliato. Sbagliato per due ordini di motivi. In primo luogo perché è innato nell’uomo il desiderio di essere partecipe di una collettività, di avere un ruolo nel vivere sociale, di condividere col prossimo un progetto comune. Affinché questo impulso possa essere esercitato occorre quindi che la società abbia delle regole, sia governata, abbia, in definitiva, una guida che trova una concretizzazione privilegiata nell’esercizio della politica. 

In secondo luogo perché non si può far finta di non sapere che la politica permea ogni istante della nostra vita. Quando si nasce, quando si muore, quando si studia, quando si lavora, quando ci si crea una famiglia; tutta la nostra vita subisce l’influenza della politica. Anche nelle consuetudini apparentemente più banali. Quando si fa un acquisto, quando si va in vacanza, quando si va allo stadio, quando si esce a mangiare una pizza con gli amici, la politica c’entra nei costi, nelle modalità, nei tempi. Il rifiuto della politica quindi o è frutto dell’ignoranza, o è una forma di sottomissione, o è un totale disinteresse della propria vita.

Non è meglio allora sforzarsi di capirla, di conoscerla, di indagarla per cercare di controllarla e di indirizzarla? 

M. C.

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